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Home Notizie Fotografia Ritocco ed elaborazione La Vecchia Arte del fotomontaggio analogico
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La Vecchia Arte del fotomontaggio analogico

 


 

Corrado Ajolfi il Visionario

Foto by Corrado Ajolfi

Oggi lo sviluppo della propria creatività nell'arte fotografica è facilitato non poco, in suo aiuto intervengono

per primi i file digitali, essi offrono flessibilità, qualità, visibilità immediata.

Per secondo il software con cui trattarli, un capostipite ed ormai conosciuto da tutti è Photoshop.

Con questi mezzi, se fotografi in Raw, puoi tranquillamente recuperare immagini scattate anche con sottoesposizioni

o sovraespozioni importanti (da 1 a 2 diaframmi), ed un progetto che richiede un montaggio di più fotogrammi

trova la sua realizzazione e composizione al computer e non da poco conto annullando le

modifiche non soddisfacenti.

Non troppi anni fà questo non era possibile, o perlomeno non con questi mezzi.

Lo scatto prima di essere visionato doveva essere sviluppato,  pregando che la risultanza  del negativo o positivo

corrispondesse allo standard da noi conosciuto, poi il problema dell'illuminazione e della tonalità, esse dovevano  assimilarsi

sui diversi fotogrammi.

Non era possibile un ridimensionamento dell'immagine, perciò già in fase di ripresa era necessario considerare la scalatura

dei diversi soggetti o ambienti.

Insomma come avrete certamente capito prima di impugnare la macchina fotografica era necessario un vero e propio progetto,

fatto di calcoli, disegni e modelli in scala approppiata.

In merito vorrei segnalarvi un sito interessante eseguito da un carissimo Amico chiamato il Visionario , capirete il perchè dopo avere visto le sue opere.

In passato  Corrado Ajolfi, cosi è il nome vero del Visionario ha perseguito queste tecniche analogiche a mio dire con risultati straordinari.

Il suo grande pregio è proprio quello di non avere mai dato un limite alla sua grande creatività e genialità.

Foto by Corrado Ajolfi " il Visionario "

 


Scatto sovvrapposto con fotocamera analogica:

Un metodo per sovrapporre due soggetti posti in luoghi diversi sullo stesso fotogramma di una pellicola analogica consiste

nell'esecuzione di n. 2 scatti tenendo naturalmente bloccato in modo sicuro l'avvolgitore della pellicola.

La tecnica in fase di ripresa consite nel mascherare con cartoncini neri alcune zone dell'obbiettivo per far si di non far passare luce al momento del 1° scatto

la dove ci siamo proposti di fissare il secondo soggetto.

Naturalmente anche il secondo scatto necessita la mascheratura dell'obbiettivo la dove la luce aveva fissato il primo soggetto e questo per evitare sovraesposizioni.